Designer

"Una sensazione condivisa"

Sono alla ricerca di una sensazione condivisa, una sensazione che magari c’è già. Con una metafora direi che assomiglia ai pezzi mancanti di un puzzle, un puzzle che però non è unidimensionale. Ricorda gli spazi che rimangono vuoti quando si impilano le scatole una sull’altra, scatole riempite di tempo, spazio, azioni, usanze, cultura, informazione, sapere e pensiero. Credo che trovare quegli spazi vuoti non significhi solo osservare cose e persone, ma piuttosto prendere in considerazione anche lo spazio che le circonda o la loro stessa essenza. Non mi piace l’idea di dover per forza cambiare la forma degli oggetti, facendola passare per “creazione”.
I vuoti nello spazio si formano naturalmente; sono morbidi o malleabili. Nella mia sensibilità di designer, tendo ad accentuare questa malleabilità affinché recepisca quante più idee di design possibile. Il marchio ±0 esprime questo concetto di malleabilità senza lasciare spazi vuoti ma piuttosto come un insieme di tante bollicine, appiccicate tra loro. Sarebbe inconcepibile un ±0 in condizioni di rigidità. Proprio come un solido le cui cellule si evolvono continuamente, i design in grado di colmare gli spazi vuoti sono infiniti. E in questo senso ±0 lo si può vedere anche come un ricettacolo in cui i designer, che hanno scoperto questa forma che esiste pur essendo ancora invisibile, possono immettere il proprio sapere. “Qualcosa che sembra esistesse già e invece non esisteva” E’ un giudizio ricorrente sul design ±0. La frase “qualcosa che sembra esistesse già e invece non esisteva” è azzeccata e ci induce a credere che il sottoscritto e i fruitori dei miei oggetti condividiamo la stessa immagine di quello che loro vogliono ancor prima che io ne concepisca il design. Io non faccio altro che metter giù per gli altri ciò che loro credevano esistesse già ma non c’era ancora. Si direbbe che il design non venga da me bensì da qualcun altro. ±0 cerca di creare qualcosa di buono in ambiti che tutti considerano necessari ma in cui il design non è ancora stato applicato.

 

Naoto Fukasawa Product designer

Nasce nella Prefettura di Yamanashi nel 1956. Si laurea alla Tama Art University nel 1980. Diventa responsabile della sede di Tokyo della società statunitense IDEO e nel 2003 apre lo studio di design che porta il suo nome. Tra le sue creazioni più significative ricordiamo il lettore CD per MUJI, (esposto nella collezione permanente del MoMA a New York), i cellulari "Infobar" e "neon" e il marchio di elettrodomestici e articoli vari ±0. Ultimamente ha creato un’infinità di prodotti per le grandi firme del design italiano, da B&B Italia a Driade, da Magis, Artemide, Danese a Boffi, oltre che per la Germania e il Nord Europa, dove si sono fatti molto apprezzare. Gli sono stati attribuiti più di cinquanta premi come l’American IDEA Gold Award, il German if Gold Award, il British D&AD Gold Award, il Mainichi Design Award e il 5th Oribe Award. Insegna alla Musashino Art University e collabora come docente alla Tama Art University. E’ autore di diversi libri tra cui "An Outline of Design" (TOTO) e coautore di altri come "The Ecological Approach to Design" (Tokyo Shoseki).